Camminare nella storia

Di nuovo quassù, tra le case e i tetti di Massa.

Queste strade le percorro da sempre. Ci sono cresciuta e continuo ad attraversarle quasi ogni giorno, spesso correndo. Sono diventate abitudine, qualcosa che non guardo più davvero.

Stamattina, però, mi sono fermata un attimo in più.

Ho scattato qualche foto con l’iPhone, senza pensarci troppo. Eppure, proprio in questi scatti veloci, questi scorci mi hanno costretta a rallentare lo sguardo.

Questo vicolo, la strada principale che collega la Pieve di Santa Maria con la parte più alta, il Catrio, è attraversato da persone almeno dal X secolo. La prima menzione della chiesa risale, infatti, al 979 d.C.

Più di mille anni, da oggi.

E io ci cammino dentro ogni giorno, come se fosse normale. Ma normale non è. È straordinario! È straordinario nella sua continuità silenziosa. Nel fatto che nulla si sia interrotto davvero: i passi cambiano, si susseguono nei secoli e nelle generazioni, ma il percorso resta.

La storia, qui, si respira, si vede, si percepisce, si vive; non è qualcosa di lontano, né qualcosa da osservare a distanza. È una presenza concreta.

Ed è qui, tutta attorno a me.

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